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grugame 

2018

Lo skyline de L’Aquila è sospeso in un fermo immagine da anni: decine di gru ne segnano i confini di orizzonte. È in continuo divenire, giorno dopo giorno, verso una volontà di rinascita. Attraverso una simbolica ricostruzione affido ai bracci meccanici di questi enormi mezzi, predisposti al sollevamento e spostamento di materiali, la possibilità di raccontare il tempo. Attraverso minimi scarti e lievi movimenti la lentezza trasforma il luogo in una sorta di reviviscenza. La natura provvisoria delle gru agisce in un tempo sospeso dal giudizio futuro. La vita riparte dal quasi fermo immagine a nuova immagine mentre il rumore di un altalena, sorta di culla, disturba e si ripete all’infinito in un movimento perpetuo contrapposto all’apparente stasi.

L'Aquila's skyline has had a frame-freeze quality for years, with dozens of cranes defining its horizon. Day by day, it is an unceasing becoming, intent on being reborn. It is on the massive jibs of these behemoths, meant to lift and to move heavy loads, that I rely to narrate the trickle of time. Through the time-lapse of slight, almost imperceptible motion, the crawl of time bestows upon the place a resurgence of sorts. The temporary nature of the cranes pertains to a time unaffected by future judgement. From what is an almost frame-freeze, life flows to form a new frame, while the sound of a swing resembling a cradle interrupts over and over, in a neverending motion seemingly intent on opposing the ostensible stillness.

© 2019 sonia andresano